Qui il link all'intervista completa in diretta su Isoradio: Ben...detto! | Ben...detto! del 10/06/2026 | Rai Isoradio | RaiPlay Sound
Parlando di nuove normative e innovazione edilizia, il PNRR rappresenta sicuramente un’opportunità concreta per questo settore. Noi come Drees & Sommer, società di origine tedesca leader in Europa e attiva in Italia da oltre 26 anni; affianchiamo operatori e sviluppatori in qualità di Project & Construction manager e, negli anni, abbiamo maturato una solida esperienza non solo nel segmento degli studentati, ma in diverse tipologie di strutture e infrastrutture.
Il PNRR porta con sé sfide importanti, ma anche grandi possibilità: si tratta di implementare un programma estremamente ambizioso che coinvolge numerosi ambiti. Tuttavia, la questione centrale non è tanto la disponibilità dei fondi quanto la capacità di utilizzarli in modo efficace e rapido. Quando le risorse ci sono, il punto diventa capire come accelerare i processi e come sfruttarle al meglio. Questa è una sfida che non riguarda solo l’Italia, ma l’intera Europa, e coinvolge tecnici e operatori in diversi Paesi.
Entrando nello specifico del tema degli studentati, emergono alcune criticità rilevanti, in particolare legate alla dimensione urbanistica. Abbiamo seguito progetti in diverse regioni italiane — dal Piemonte al Lazio fino all’Emilia-Romagna — e ciò che appare evidente è la forte eterogeneità delle condizioni. Anche lavorando con lo stesso sviluppatore, ci si può trovare di fronte a lotti con destinazioni d’uso differenti, come residenziale, direzionale o ricettiva. Questo comporta procedure diverse e, inevitabilmente, tempi più lunghi. Il risultato è un quadro frammentato, che potremmo definire come una sorta di “area grigia” urbanistica che rende i processi complessi e rallenta lo sviluppo degli interventi. Accanto a queste difficoltà, esistono però anche importanti margini di crescita, soprattutto se si guarda alla natura stessa degli studentati, tipologia edilizia particolarmente adatta a logiche di standardizzazione e industrializzazione. In molti casi si tratta di realizzare centinaia di unità simili tra loro, come stanze o piccoli appartamenti. Questa caratteristica rende gli studentati ideali per soluzioni di prefabbricazione e costruzione seriale, sia attraverso moduli bidimensionali da assemblare in cantiere, sia con sistemi tridimensionali prodotti direttamente in officina e consegnati già pronti per l’installazione. Si tratta di un approccio che suscita interesse crescente anche tra gli sviluppatori, ma che fatica ancora a trovare piena applicazione.
Nel settore edilizio siamo ancora molto indietro, non solo in Italia ma in generale in Europa. Si registrano progressi nella ricerca e nella gestione tecnica e politica, ma resta ancora molto da fare per rendere queste soluzioni realmente diffuse. Un ulteriore elemento critico riguarda la lentezza con cui il settore edilizio recepisce l’innovazione. Si potrebbe quasi dire che costruiamo ancora oggi come cento anni fa. Ogni cambiamento richiede tempi molto lunghi, ma possiamo dire che negli ultimi anni si intravedono segnali positivi non solo sul fronte delle tempistiche, ma anche su quello dei costi. Oltre alla prefabbricazione, è fondamentale lavorare sulla semplificazione dei processi costruttivi. In Germania, ad esempio, sono in corso sperimentazioni a livello statale che mirano a individuare deroghe mirate per ridurre i costi mantenendo al tempo stesso standard qualitativi elevati (Gebäudetyp E). Alcuni aspetti, come le strutture o la sicurezza antincendio, rimangono imprescindibili, mentre altre componenti, come l’impiantistica, offrono maggiori margini di ottimizzazione. Il tema economico resta infatti centrale: «Costruire oggi è troppo costoso e diventa essenziale individuare soluzioni alternative e semplificate che rendano il settore più efficiente. In questo contesto, un ruolo determinante è giocato anche dalla collaborazione tra i diversi attori coinvolti nei progetti. Un intervento ben strutturato fin dall’inizio, che coinvolge stakeholder orientati a un obiettivo comune, produce risultati migliori.
Un caso concreto che abbiamo seguito recentemente riguarda proprio uno studentato a Torino completato in tempi record, 13 mesi per un totale di 532 stanze, con la riqualificazione completa di un’area dismessa. Un esempio che evidenzia anche un altro elemento chiave per il futuro del settore, ossia la valorizzazione del patrimonio immobiliare inutilizzato. In Italia esistono molti immobili e terreni dismessi con grande potenziale. Se a questo si aggiungono le opportunità offerte dal PNRR, emerge chiaramente come le possibilità di investimento e riqualificazione siano significative e concrete. Il quadro complessivo appare quindi promettente, ma ancora caratterizzato da alcune criticità strutturali, tra cui spicca proprio la componente urbanistica, che continua a rappresentare un ostacolo rilevante allo sviluppo dei progetti. Nonostante ciò, il segnale di fondo resta positivo. È importante sottolineare la volontà, da parte degli sviluppatori e degli enti pubblici, di fare un passo avanti e migliorare l’offerta esistente, questo dimostra un percorso di evoluzione già avviato ma ancora in fase di consolidamento.



